Paola M., Recensione su Rotta Infinito, 4 su 5, viaggio di aprile 2026. Pubblicato il .
Perù con Rotta Infinito, la guida ci ha salvato sull'altipiano
A Cusco il secondo giorno mio marito è svenuto. Non aveva rispettato il giorno di riposo, era uscito a camminare per il centro, ed è caduto su un marciapiede. La guida era con un altro pezzo del gruppo ma l'accompagnatore dell'agenzia era lì in dieci minuti con una bombola di ossigeno. L'ospedale di Cusco gli ha dato una flebo e dopo tre ore era in piedi. Costo della visita: 35 dollari.
L'altitudine a 3.400 metri non è uno scherzo. La guida ce lo aveva detto tre volte: il primo giorno si sta in hotel, si beve il mate de coca, si mangia leggero. Mio marito ha fatto il contrario.
2.950 euro a persona, lo stesso tour di Stefano R., quindici giorni. Eravamo in dieci, noi i più anziani a cinquantotto. Prenotato a dicembre per aprile.
Il Machu Picchu è l'obiettivo e vale ogni centesimo. Ci siamo arrivati col primo treno delle sei, l'ingresso alle sette, e per un'ora eravamo quasi soli. La nebbia che si alzava dal fondo della valle, la cittadella che appariva pezzo dopo pezzo. Non servono parole.
Il lago Titicaca è l'altro punto forte: le isole degli Uros, le barche di giunco, il pranzo sul lago con la quinoa e la trota. A Taquile la gente vive come centoanni fa e gli uomini lavorano a maglia.
Cosa non ha funzionato (a parte mio marito): il cibo degli hotel era spesso insipido e ripetitivo. Fuori si mangiava bene e si spendeva poco: un menu del giorno a Lima costava 4 euro con primo, secondo e frutto.
Portate le medicine per il mal d'altitudine e rispettate il primo giorno.